Prima della nascita di Carrosio, il vicino villaggio collinare di Aimero (Méo) ospitava un antico castello genovese documentato fin dal 1141. Sulle sue rovine sorge oggi una cappelletta del 1915, recentemente restaurata, dove si celebra ogni anno la festività dell'Ascensione.
Quando Carrosio ancora non esisteva, un villaggio di modesta rilevanza – Aimero, o Amelio o, nella dizione dialettale, Méo – sorgeva a circa venti minuti di cammino dal fondovalle, decentrato sull’alta displuviale destra del Lemme.
In uno schematico disegno degli “Annali” di Caffaro il castello genovese di Aimero è simboleggiato, nel 1141, dalla recinzione bugnata e dal torrione centrale, corredati dall’indicazione in eleganti caratteri latini: “Amelium”.
La località si può raggiungere da Carrosio seguendo il tracciato della vecchia strada carrabile della Rocchetta, che, superato il capanno del Fontanile, si innesta sul ripido sentiero in prossimità della Cascina dell’Angelo e sale all’area dell’antico castelletto. Altri itinerari, più lunghi ma meno faticosi, raggiungono la vetta della collina deviando dalla via di Sottovalle verso le masserie Costa delle Vigne e Colombare, o percorrono la mulattiera di Ricoi.
Al culmine del colle su cui sorgeva il castello venne edificata nel 1915, con il concorso della popolazione di Carrosio, la cappelletta dedicata all’Ascensione. La piccola costruzione, che nell’architettura esagonale dell’alzato, nel tetto a cuspide, nelle aperture ad arco acuto, mostra qualche pretesa di raffinatezza stilistica, fu ristrutturata nel 2012.
Due anni dopo, venne restaurato l’affresco della Crocifissione che decora la parete orientale interna, eseguito nel 1915 dal pittore Giovanni Grifo (Cuneo 1869 - Genova 1935) con il contributo finanziario di Ugo Zigliara. Le due statue sui lati della navatella, che raffigurano S. Anna con la Madonna fanciulla e S. Antonio con Gesù Bambino, furono restaurate nel 2021 dal pittore Alfredo Traverso.
La festività dell’Ascensione viene ancor oggi officiata nella cappelletta di Aimero per ricordare la ricorrenza religiosa, la festa di popolo, la memoria delle origini, poiché di qui gli abitanti del villaggio scesero a popolare il fondovalle. Per questo, anche se il trascorrere del tempo e la mitografia della cancel culture segnano la progressiva obliterazione della memoria, l’annuale ritorno a Méo costituisce, con le celebrazioni del 14 settembre, festività dell’Esaltazione della S. Croce, la più significativa occasione di partecipazione e di incontro per la popolazione di Carrosio.